Se vi sentite offesi da quanto scritto in questo post, vi prego di togliervi dai coglioni e andarvi a cercare un sano e onesto lavoro come prostitute o spacciatori di crack da discoteca.
L’articolo si riferisce al corteo studentesco avvenuto il giorno 10 Ottobre 2008, per le strade di Agropoli (SA).
Un noto cantante contemporaneo, nella canzone di apertura del suo ultimo album, si chiede: “quanti credono nel Sessantotto? e quanti vedono del Sesso in tutto?”; personalmente, io credo nel Sessantotto, e vedo anche del Sesso in tutto (checché se ne dica, è intorno a quello che il mondo ruota e continuerà a ruotare fino all’estinzione di ogni forma di vita, “è come noi tutti siamo arrivati qui, ed è l’attività preferita della maggior parte delle persone”), poiché la radice del problema è in realtà nel fatto che l’idea stessa di “Protesta Studentesca” è andata, col tempo e soprattutto con l’avvento della nuova, superficiale generazione ultralaccata, con occhiali da sole grossi come ombrelloni e vestita rigorosamente di rosa confetto, deteriorandosi sempre più: dai lunghi cortei sessantottini, ove il coro era un’urlata sottolineatura della volontà dello Studente di vedere riconosciuti i propri diritti, si è passati al corteo del 2000, ove il coro è diventato uno scimmiesco urlo di idiozia al mondo, a sua volta sottolineato da una cacofonia pseudo-musicale al ritmo della quale i cosiddetti studenti, che hanno ora riscoperto la loro natura di primati primordiali, si divertono a muoversi come in preda a forti convulsioni, ripetendo, qualora venisse loro chiesto, qualunque cosa la scimmia-capo, che normalmente si trova sul carro che precede il tutto, a mo’ di Carnevale, voglia loro ripetano, nelle parole o nei gesti, magari con tanto di osso lanciato in aria (ma non ci saranno astronavi, né l’Also Sprach Zarathustra di Strauss in sottofondo).
La scimmia-studente, quindi, si diverte seguendo il corteo, balla e canta, corre e salta, e non sa per quale motivo stia facendo ciò che sta facendo. Tanto, alla fine, basta non si vada a scuola, no? Il fatto che
La scimmia-studente merita quello che sta succedendo alla sua Scuola.
“La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La rivoluzione è un atto di violenza.”


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