Mi accingo ora a parlare di un fumetto inedito in Italia, facente parte degli “Elseworlds” della DC, “Mondi Alternativi” in cui alcuni dei supereroi più conosciuti della casa statunitense si trovano in ambienti cui prima erano del tutto estranei. Caso più eclatante è proprio questo Red Son, scritto da quel buon vecchio bastardo scozzese di Mark Millar, uno dei più importanti autori di fumetti degli ultimi tempi, successore di Warren Ellis su Authority, nonché uno dei principali co-creatori dell’universo Ultimate della Marvel, ha scritto tra l’altro il controverso e bellissimo Wanted (per cui è in cantiere anche un film) e un magnifico ciclo di Wolverine, per le matite di John Romita Jr.; ah, e non dimentichiamoci che è a lui che la Marvel ha affidato la miniserie Civil War…Torniamo a Red Son:
Cosa sarebbe accaduto se la navicella contenente Kal-El fosse atterrata non a Smallville, in Kansas, ma nella cara vecchia Unione Sovietica, Ucraina per la precisione, ai tempi del buon compagno Stalin, ed educato secondo i sacri principi del Comunismo?
E’ questa la domanda che si pone Millar, evitando dapprincipio di finire in facili soluzioni narrativo/stilistiche, creando un fumetto elettrizzante, nuovo e sconvolgente.
Tratteggiando un Superman complesso, pieno di quesiti e problemi, Millar prende immediatamente le distanze da un modo facile di fare intrattenimento; uno scrittorucolo mediocre, magari americano, avrebbe reso questa storia come il classico “capitalisti buoni,
comunisti cattivi”, con Superman convertito magari alla fine all’ideale americano… beh, sarebbe stato una vera schifezza.Fortunatamente Millar non è americano, e soprattutto è dotato di un bel paio di palle, e di scrivere schifezze non gli passa manco lontanamente per il cervelletto: ecco quindi che la situazione si fa più complicata e la critica sociale, a entrambe le parti in causa, decisamente aspra, con degli Stati Uniti inetti e incapaci a fronteggiare l’inaspettato e un Superman che, divenuto leader dell’URSS, poco a poco si trasforma in una sorta di Orwelliano Grande Fratello (con tanto di manifesti e lobotomia)…
Non solo Superman, ma un po’ tutto l’universo DC viene stravolto da Millar, con Lois Lane moglie di Lex Luthor, un Batman russo e terrorista che lotta contro il regime totalitario dell’Uomo d’Acciaio (in quanto il primo uomo d’acciaio aveva fatto uccidere la sua famiglia durante le purghe) e una Wonder Woman comunista. La psicologia di ogni personaggio non è mai lasciata al caso, ed è così che anche il neofita o la persona che mai ha toccato un fumetto in vita sua riesce ad apprezzare la raffinata opera di costruzione psicologica attuata dallo scrittore, tanto più che ogni legame con la continuity DC è annullato, benché le citazioni siano tante e spesso colte (comprese un paio dal sempreverde Watchmen di Alan Moore).
Tra un geniale Lex Luthor ossessionato da Superman e alla continua
ricerca di un modo per sconfiggerlo e quest’ultimo che, partendo dal desiderio di fare del bene instaura un regime totalitario e controlla quasi l’intera umanità, Red Son è una lettura che mantiene col fiato sospeso, pur essendo ricca di dialoghi e non proprio velocissima, scritta in modo eccellente e impeccabile a livello grafico: Dave Johnson, infatti, coadiuvato da Killian Plunkett, con inchiostrature di Andrew Robinson e Walden Wong e i bellissimi colori di John Higgins (in copertina son nominati tutti, eh!) rende magnificamente l’atmosfera del tutto e grazie anche all’aiuto dei suoi preziosissimi collaboratori crea immagini spettacolari e dinamiche, e altre che volutamente rimandano all’arte propagandistica del ‘900.Una lettura assolutamente obbligata per tutti i fan dell’Uomo d’Acciaio e anche per chi non l’ha mai sopportato, per gli amanti di Millar e del buon fumetto.
Peccato solo che non tutti possano goderne a causa della mancata pubblicazione italiana…
Superman: Red Son
Mark Millar, Dave Johnson
DC Comics
10.2 x 6.6 x 0.4 inches, paperback, 160 pages
$ 17,99

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