lunedì 12 febbraio 2007

From Hell

Dall’Inferno, un melodramma in sedici parti, di Alan Moore ed Eddie Campbell

Dall’inferno
“Mr Lusk,
vi mando metà del rene
che ho tolto a una donna
L’altra metà me la sono arrostita
e mangiata
Una vera bontà
Vi potrei mandare pure il coltello con cui l’ho squartata
Basta che aspettate un pochettino
Prendetemi se ci riuscite,
Mister Lusk”
Jack

In realtà questa lettera, probabilmente l’unica autentica di Jack lo Squartatore, nel retrocopertina del meraviglioso volumone della Magic Press, potrebbe fuorviare il lettore: nello “Squartatore secondo Moore” Jack non perdeva tempo a mangiare reni... From Hell segue infatti l’ipotesi, in realtà plausibile, anche se lo stesso Alan Moore ha ammesso di averla scelta perché la più interessante, che Jack lo Squartatore fosse il medico di corte della regina Vittoria, Sir William Gull, inviato dalla stessa Regina per eliminare quattro prostitute colpevoli di essere venute a conoscenza di un importantissimo segreto, il matrimonio del principe Albert Victor, duca di Clarence, nipote di Vittoria, con una ragazza dell’East End, da cui ha anche avuto una figlia, segreto che potrebbe far crollare l’Impero Britannico.

Moore, ispirandosi all’ipotesi del Complotto Reale e della Massoneria, crea la più bella, documentata e complessa opera narrativa, letteraria o visiva, finora mai apparsa sui delitti di Whitechapel: frutto di accurate ricerche, From Hell è probabilmente l’opera di fantasia che più si avvicina alla realtà dei fatti. Naturalmente bisogna sempre ricordare che nulla può essere considerato per certo in questo caso e ciò che leggiamo nel fumetto deve assolutamente essere preso con le pinze, tanto più per il fatto che spesso l’ipotesi del Complotto Reale è stata smentita... ma le “coincidenze” restano comunque molte.
Sir William Withey Gull, medico di indiscussa bravura e importante massone, è un personaggio umano e complesso, mai stereotipato, un Jack the Ripper finalmente reso con tutti i crismi del caso e senza banalizzazioni, nonché attendibile in base alla realtà storica.
Reinterpretando la “leggenda” dello Squartatore, Moore le dà un significato mistico e simbolico, ricollegandola alla Massoneria, ai suoi simboli e ai suoi riti; Gull, fervente sostenitore del potere dell’uomo sulla donna, dell’apollineo sul dionisiaco, vede in realtà negli omicidi un rito che rinforzi l’egemonia maschile. Le speculazioni metafisiche non si limitano a questo ma rimandano anche al pamphlet di Howard Hinton “Che cos’è la Quarta Dimensione?” , nel quale Hinton teorizza che il tempo sia una dimensione spaziale e che tutti gli avvenimenti coesistano e solo la nostra percezione limitata ci faccia sembrare che il tempo scorra.

La Londra Vittoriana viene su queste pagine riportata con estrema accuratezza, la ricostruzione della città è dettagliatissima e il confronto delle condizioni di vita della gente del West e dell’East End è ricco di particolari e dà una certa idea di come si vivesse all’epoca (per esempio, la dieta delle prostitute comprendeva principalmente biscotti frantumati, che costavano meno di quelli interi, e gin...).
Per ricollegarmi alla ricostruzione visiva estremamente dettagliata di Londra, parlerò ora del tratto usato da Campbell per rendere la sceneggiatura di Moore: bisogna innanzitutto sapere che le sceneggiature di Moore sono le più dettagliate in assoluto per quel che riguarda il mondo del fumetto (una sceneggiatura di questo genere è molto diversa da una sceneggiatura cinematografica in ogni caso, e soprattutto più dettagliata), anche se egli resta sempre in contatto con il disegnatore di turno in modo tale da creare una certa simbiosi tra sceneggiatura e disegno, fondamentale per la buona riuscita del fumetto. Il tratto, molto cupo, di Campbell, a una prima e superficiale occhiata, potrebbe quasi sembrare grezzo, ma a una lettura più approfondita si noterà che mentre in alcune tavole diviene quasi stilizzato, in altre potrebbe sembrare fin troppo dettagliato (oltre che la ricostruzione di Londra sono da citare i cinque omicidi, in particolar modo l’ultimo). Una scelta stilistica che rende perfettamente una storia di questo genere.

Le soluzioni adottate da Moore per rendere la storia il più verosimilmente possibile hanno del geniale, e lo Sciamano di Northampton non perde la minima occasione per inserire personaggi importanti del mondo della scienza e della cultura (oltre che buona parte della famiglia reale) all’interno dell’opera, giusto per citarne qualcuno tra i più importanti potremmo dire Oscar Wilde, Joseph Merrick (L’Uomo Elefante), Aleister Crowley...
Tutti i personaggi, come ci ha abituato lo scrittore, hanno psicologie complesse e ben costruite (parlavo prima di quella di Gull), nessuna facile banalizzazione, e la violenza estrema dei delitti dello Squartatore non è mai fine a sé stessa, ma sempre funzionale ai fini della storia.

Completano il tutto due appendici, la prima esclusivamente scritta da Moore in cui lo stesso analizza il fumetto pagina per pagina citando fonti e spiegando ogni cosa appaia nel fumetto (indispensabile ai fini di una totale comprensione del testo), la seconda un’ironica indagine sui “Cacciatori di Polli” (“Gull-Catchers” in originale), osservati inizialmente da una certa distanza e poi dall’interno, grazie alla creazione di From Hell, dai due autori.

"It is beginning, Netley. Only just beginning. For better or worse, the twentieth century. I have delivered it." (Sir William Withey Gull)



From Hell
Alan Moore, Eddie Campbell
Magic Press
17x26 cm, pag. 576, brossurato, b/n
ISSN-ISBN: 88-7759-089-0
35,00 euri

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