480 a.C. I Persiani, guidati dal dio-re Serse, si dirigono verso la Grecia. La loro volontà è sottometterla, distruggere l’unica “isola di ragione e libertà in un mare di misticismo e tirannia”. Leonida, re degli Spartani, si vede impossibilitato ad andare con l’intero esercito a fronteggiare i Persiani, per cui si avvia con i soli 300 uomini della sua guardia del corpo verso il Passo delle Termopili, l’unico luogo in cui una manciata di soldati possa tener testa all’enorme esercito Persiano...Dopo il grande successo, che ha rivoluzionato il fumetto, di Batman: Dark Knight Returns e dei precedenti trascorsi su DareDevil e molte altre importanti testate, oltre che il progetto Ronin, Miller decide di riscrivere uno dei più importanti episodi delle Guerre Persiane e della storia greca in generale: la Battaglia delle Termopili. Pur prendendosi alcune libertà (ma, diamine, è un fumetto, non un trattato di storia!), Miller ci riporta al 480 a.C., a fianco di un manipolo di Spartani pronti a tutto pur di avere la gloria e l’onore, pur di morire da veri soldati nel tentativo di salvare la patria.
Miller, pur non attenendovisi perfettamente per esigenze narrative, dimostra oltretutto una buona conoscenza della storia (anche con diverse citazioni all’interno del fumetto), nonché della
tattica oplitica utilizzata dall’esercito di Sparta e dei valori spartani, ivi illustrati con grande accuratezza, e non si prende più libertà del necessario, come probabilmente avrebbero fatto altri “autori” un minimo più interessati alle vendite che alla sostanza: gli Spartani del fumetto sono molto vicini alla realtà storica, in pratica dei grandissimi figli di puttana; non vengono taciuti particolari come la mentalità chiusa tipica di Sparta, l’uso di gettare da una rupe i bambini deboli o deformi, il governo antidemocratico (“Non ve l’ho chiesto. La democrazia è per gli Ateniesi, ragazzo”, parole non difficili da immaginare pronunciate per davvero dal re Leonida).I personaggi sono resi molto bene e senza banalizzazioni di sorta (su tutti spicca Leonida, benché figura già di per sé mitizzata dalla storiografia greca), anche se viene prestata poca attenzione alla psicologia e alle figure dei Persiani, che comunque restano del tutto trascurabili. I dialoghi sono realistici e mai esagerati o ridicoli, Miller, da grande autore quale è, sa di non dover calcare troppo la mano e cerca di attenersi quanto più possibile ai canoni dell’epoca.
I disegni, dello stesso autore, raggiungono un altissimo livello di ricercatezza grafica e raffinatezza accentuate ancora di più dagli splendidi acquerelli di Lynn Varley (moglie di Miller, la quale ha lavorato con lui anche in altre occasioni) e dalle tavole grandi il doppio di un normale fumetto (ogni pagina è infatti grande quanto due pagine di un fumetto americano normale), creando immagini davvero poetiche e suggestive e scene di battaglia rese al meglio.Il sacrifico dei 300 Spartani al seguito di Leonida e del re stesso è, secondo Miller, un urlo, un richiamo per le altre poleis greche, affinché, mettendo da parte le divergenze, possano unirsi per annientare il nemico Persiano e il suo desiderio di dominio sul mondo; ciò che deve accomunare i Greci e unirli per fronteggiare il nemico è il desiderio di libertà, la speranza che un’era di ragione e di giustizia possa finalmente avere inizio.
”E tutti sapranno che trecento Spartani hanno esalato l’ultimo respiro per difenderla”.
300
Frank Miller, Lynn Varley
Magic Press (Dark Horse)
25 euri

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